Intervento di protesi d’anca
“L’avessi fatto prima”, questa la frase che solitamente i pazienti dicono dopo l’intervento di protesi d’ anca vedendo il risultato conseguito e ricordando il dolore e la disabilità sofferti nei mesi o anni pima dell’intervento.
Definito l’intervento del secolo, è una procedura chirurgica che sostituisce l’articolazione danneggiata con una protesi artificiale, con l’obiettivo principale di ridurre il dolore e migliorare la funzione.
L’Intervento
Il miglioramento dei materiali e della tecnica chirurgica ha reso questo intervento molto affidabile con risultati molto soddisfacenti consolidati.
L’affidabilità dei risultati, il miglioramento della tecnica chirurgica, e delle procedure anestesiologiche ha allargato notevolmente l’indicazione chirurgica anche a pazienti più giovani, adolescenti, e più anziani. L’età non è più un limite.

Tipologia di protesi utilizzate
Utilizzo prevalentemente protesi non cementate in titanio, che si integrano progressivamente all’osso, diventando un tutt’uno con l’osso ospite.
Scelta dei materiali di accoppiamento
Per l’accoppiamento, cioè la parte della protesi che lavora, che consente il movimento, in base alle caratteristiche del paziente scelgo il materiale più adatto: ceramica, metallo, polietilene.
Personalizzazione dell’approccio chirurgico
Sempre in base alle caratteristiche del paziente, alle sue esigenze, al tipo di danno articolare, scelgo l’approccio chirurgico più idoneo.
Utilizzo tutti gli accessi chirurgici all’anca: anteriore, postero-laterale, laterale diretto.
Prediligo l’accesso mini-invasivo che evita la disinserzione muscolare e conseguentemente riduce il dolore postoperatorio, consente un recupero più rapido. Il paziente cammina subito, lo stesso giorno o il giorno dopo l’intervento e può essere dimesso in terza-quarta giornata.
Proseguirà la rieducazione funzionale a domicilio presso un centro riabilitativo.
Anca primo impianto (FAQ)
Quando il dolore è continuo, limita le attività quotidiane e non risponde più alle terapie conservative.
In media tra 15 e 25 anni, ma può durare anche di più a seconda del paziente e dell’utilizzo.
Spesso già il giorno stesso o il giorno successivo all’intervento, con supporto.
Il dolore è ben controllato con le moderne tecniche anestesiologiche e farmacologiche.
Sì, l’obiettivo è recuperare autonomia, mobilità e qualità della vita.
